Alfano manifesta contro la magistratura.
Alfano è vicepremier e ministro dell’interno.
(via nipresa)
Alfano manifesta contro la magistratura.
Alfano è vicepremier e ministro dell’interno.
(via nipresa)
«Il Parassita è stato trasferito con successo. Il vecchio ospite non serve più»
Alessandra Daniele su Carmilla.
che poi è quel che intendevo ieri con “missione compiuta”.
(Source: ze-violet, via nothingcorp)
La state già immaginando la telefonata vero? Quella che viene fatta al PD in questo momento: “se io cado, cadete anche voi”. Berlusconi.
— La crisi non dipende dalla tassa sulla casa | Phastidio.net (via steff1024)
(via steff1024)
Un referendum fra gli eletti boccia il leader. “Volontaria la restituzione della quota non spesa”. Votata dal 48% la linea maggioritaria ma il 36% è per tenere solo la parte davvero spesa. Una mail del capo del movimento chiedeva di limitare l’incasso alle spese documentateGli ideali hanno un prezzo?
Sì.
Il marchette del Grillo
facile dirlo, difficile farlo eh?
(via tattoodoll)
Adios bitches
…e con lui se ne va la scatola nera dei misteri italianil’apocalisse è vicina
Così non vale. Prima doveva vuotare il sacco.
Vediamo se ho capito bene: se Letta non riesce a formare un governo Berlusconi, tocca a Renzi formare un governo Berlusconi. Se anche lui fallisce, beh, sarà costretto a fare tutto da solo (ma cosa aspettiamo a introdurre una pena per il tentato governo, come c’è per il tentato omicidio?).
E poi: «Nel mio governo ideale vorrei mio zio Gianni e Tremonti». «Il Cavaliere non è mai stato condannato». O ancora: «Preferisco…
Il problema è appunto che i gradi di separazione sono molto meno di sei
(Source: nonleggerlo, via 3nding)
Si potrebbe dire che c’è del fermento politico, ma l’odore è più di rancido
(Source: bidonica, via catastrofe)
Giorgio.
Dimmi.
“Dimmi” un corno. Quante volte ne dobbiamo parlare ancora?
Clio, per cortesia. Davvero, non è il momento. Noi qui ne avremo ancora un po’, non moltissimo ma nemmeno poco. Fatti portare la cena, poi mettiti sul divano e guardati un po’ di televisione. Appena abbiamo finito arrivo.
Non è educativo.
Cosa, tesoro?
Non fare il finto tonto. Lo sai benissimo. Non è educativo che tu ti metta a fare i compiti dei ragazzi.
Clio, ascolta. Abbiamo perso il conto di quante volte sono stati bocciati. Mi sono stancato. Mi ci metto io, faccio quasi tutto poi gli metto la testa davanti al foglio, gli faccio seguire col dito per filo e per segno dalla prima riga e poi gli faccio completare gli esercizi.
Ma così non impareranno mai.
Perché, secondo te sono capaci di imparare qualcosa?
Non è giusto.
Sarà, e sarà pure colpa nostra e di come li abbiamo tirati su, ma questi senza aiuto non passano nemmeno gli esami della Scuola Radio Elettra.
Esiste ancora?
La Scuola Radio Elettra? Credo di sì, dovrei chiederlo a Bossi.
Io non so cosa ti è preso, davvero.
Clio, semplicemente mi sono rotto i coglioni. Succede.
Non ti azzardare a farti sentire parlare così. Vergognati.
Io mi devo vergognare? Io? Sei sicura?
Questa storia deve finire, Giorgio.
Finirà presto, Clio. Spero. Adesso vai e fa’ quel che ti ho detto. Ci vediamo dopo.
Cerca di non far tardi.
Va bene.
Ciao.
Ciao.
(via batchiara)
Io non ci credo.
Ultimamente, il mio cavallo di battaglia nelle conversazioni da cocktail party — è un modo di dire: mai stato a un cocktail party — è aspettare il momento giusto per buttare lì la domanda: «Avete presente Dunning e Kruger»? A quel punto qualcuno pensa con sollievo che sia finalmente arrivato il momento di parlare di calcio e azzarda: «Bundesliga?» «No,» dico io, «Cornell». Vabbe’. David Dunning e Justin Kruger sono due psicologi della Cornell University che nel 1999, dopo una serie di studi, sono giunti a una conclusione che potremmo riassumere così: le persone incompetenti tendono a sopravvalutarsi, a sovrastimare le proprie capacità, ritenendole, nei casi più gravi, addirittura superiori alla media. Effetto Dunning-Kruger, si chiama. Ovvero: più uno non sa niente di un argomento, non ha vere capacità, più crede di saperla lunga. Dicono Dunning e Kruger che gli incompetenti hanno questa doppia fregatura: l’abilità necessaria per riuscire bene in una attività è di fatto identica a quella necessaria per valutare i risultati. Per lo stesso motivo, gli incompetenti tendono a non riconoscere la reale competenza altrui. Insomma, in soldoni, bisogna saper fare bene qualcosa per essere in grado di giudicare come la fanno gli altri. È la ragione per cui, in linea di massima, gli studenti non hanno la facoltà di darsi da soli i voti agli esami. Gli incompetenti, secondo Dunning e Kruger, non giudicano la propria abilità in base all’effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone. Al contrario, partono con una idea preconcetta sul proprio grado di preparazione (“sono bravissimo”) e tendono a cercare conferme – in realtà inesistenti – nei risultati. (Questo può spiegare, per inciso, come mai le donne – che vengono spesso educate al pregiudizio che la scienza è una cosa da maschi – tendono più facilmente ad abbandonare la carriera scientifica, anche quando i loro risultati non sono oggettivamente inferiori a quelli dei colleghi uomini. Soffrono dell’effetto opposto, si autosvalutano.) Voi capite che l’effetto Dunning-Kruger ha aspetti drammatici. Può portare qualcuno a convincersi, che so, di poter allenare una squadra di calcio di serie A. Che ci vorrà mai. Oppure di aver risolto problemi su cui gli scienziati si dibattono da decenni – via, due paginette di associazioni mentali in libertà da spedire a tutti i fisici del pianeta per informarli di aver trovato la teoria del tutto. Oppure che si può produrre energia economica e pulita in grande quantità, basta volerlo forte forte. Stupidi noi a non averci pensato prima. Poi magari — ma sarebbe una sciagura, non voglio nemmeno pensarci — pensate se tanti incompetenti si mettessero in contatto tra loro e formassero un gruppo, una rete, e su quella rete potessero trovare supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, e quella rete diventasse sempre più grande, e magari tutti questi incompetenti riuniti finissero per convincersi e sostenersi a vicenda, rafforzandosi nella convinzione che chi non la pensa come loro è in malafede, è corrotto, è al soldo di qualche oscuro potere, e che le evidenze contrarie sono fabbricate, manipolate da misteriosi gruppi di interesse. Magari, ma dico così, per assurdo, potrebbero persino arrivare a pensare di essere in grado di governare una nazione. Uno scenario da incubo. Meno male che — lo dicono sempre Dunning e Kruger — se uno comincia a studiare, se impara qualcosa su un argomento, se prova sul serio a cimentarsi in un’attività, finisce per rivedere le proprie valutazioni iniziali. Diventa più critico verso se stesso, si mette in discussione. Spero proprio che sia così. Ma non sono abbastanza competente in psicologia per esserne certo.
(via viaelle)