Well, blue, it’s blue…
(Source: botulismthebrat, via hernamewassunshine)
— Generatore automatico di effusioni che ricordano pratiche disgustose (metilparaben)
mai più senza
Hello? Internet?…
Art conspirators Jody Barton and Luke Pommersheim are gleefully disrupting that dull tradition with their own set of notices, printed on plain, white paper and taped up in Copenhagen. Each message makes a surreal request
(via sisifo)
Siccome, come credo molti, ho iniziato a provare un odio atavico verso 9gag, vorrei proporre a tutti, grazie alla “nuova” funzione di ricerca per immagini di Google, di evitare di rebloggare in tutti i casi le immagini provenienti dal loro sito. E’ sufficiente (è una menata, lo so) copiare l’indirizzo dell’immagine “marchiata” e fare la ricerca su google immagini per indirizzo. Se si ha fortuna solitamente si riesce a beccare un tumblr che l’ha già postata senza il marchio del nostro simpatico amico, se no bisogna creare un post nuovo con l’immagine senza marchio.
Io cerco già di farlo, a parte quando il culopeso è vincitore (di solito quando vince non rebloggo).
Aderite numerosi!
(via curiositasmundi)
La norma introdotta in commissione alla Camera su iniziativa della Lega è stata cassata dall’Aula con l’approvazione di sei identici emendamenti soppressivi, che hanno cancellato il discusso articolo 18 del testo.
Fava: nomen omen
Quella dello ‘stocazzo’ ai VIP su twitter/fb è una moda che personalmente trovo infantilistica e inutilmente volgare. Un gioco che nasce già vecchio quindi, va da sé, per nulla divertente.
Quanti si dedicano a questa pratica devono però continuare a lottare per ciò in cui credono, c’è comunque chi li saluta un casino.
…Lisa, una bambina di due anni e mezzo, alla domanda “che cosa hai visto in TV?”, risponde “Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…
ma manco in Corea, cazzo…
Ho sperato fosse un fake, invece… (anche l’ultima in inglese non è male)
(via hneeta)
Roma - Kader Arif, parlamentare europeo relatore per l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement(ACTA) nel Parlamento Europeo, ha dato le dimissione da tale ruolo dopo che l’UE ha sottoscritto l’accordo.
Arif ha lasciato con una nota polemica: “Quest’accordo potrebbe avere conseguenze pesanti sulle vite dei cittadini, e tutto è stato fatto in modo tale da impedire al Parlamento Europeo di esprimersi sull’argomento”.
Lasciando il ruolo di relatore Arif intende mandare un messaggio forte: “Come relatore del testo ho subito pressioni mai viste prima da parte della destra per accelerare i tempi in modo da finire prima che l’opinione pubblica fosse avvertita”. Un situazione a quanto pare insostenibile: “Non prenderò parte a questa mascherata”. (C.T.)via @anonimoconiglio
E’ bene chiarire che qui non si parla di un fantomatico diritto di scaricare l’ultimo film o l’ultimo album musicale. Questo è, già adesso, illegale. Qui si parla di giustizia e di diritti universali.
L’ACTA è una sorta di WTO a difesa del copyright, un accordo tra multinazionali e lobbisti (quindi governi, quindi nazioni). Un accordo volontario di cui si spinge l’approvazione prima che l’opinione pubblica possa esserne informata (ad esempio, già nel 2010 l’UE ha chiesto maggiore trasparenza nelle trattative).
Con l’ACTA, le multinazionali (e loro associazioni, come la RIAA, MPAA…) diventano giudici (stabiliscono se c’è violazione del copyright - i detentori stessi di questo copyright!) e i provider internet la polizia, col dovere di rimuovere queste violazioni e addirittura di prevenirle, controllando gli scambi di dati tra utenti.
Multinazionali-detentori del copyright quali giudici, nessun diritto a un processo terzo, equo e imparziale.
Internet provider come polizia, obbligata a spiare le comunicazioni.
”La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”
(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 15)
“Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.”
(Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo, art. 12)
Ecco di cosa si sta discutendo, non del diritto di scaricare (illegalmente).
(ACTA, wiki in italiano - ACTA, wiki in inglese)
(via emmanuelnegro)
(Source: onepercentaboutanything)
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