politically incorrect street humor
(via 4k8ttdi)
Haven’t we seen this somewhere before?
(via l231)
(Source: thegentlewind)
Il satellite smentisce la versione ufficiale: l’olio combustibile era già in mare sei ore prima che scattasse l’allarme. Alle 10,13 dell’11 gennaio, infatti, l’olio fuoriuscito dal pontile E.On aveva già formato una chiazza di quasi un chilometro quadrato nel mare del golfo dell’Asinara di Gianni BazzoniLe immagini dal satellite
SASSARI. Nel giorno in cui il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo annuncia in commissione, a Palazzo Madama, che «l’incidente di Fiume Santo è risolto» e non si può parlare «di disastro ambientale», finalmente c’è chiarezza su un punto fondamentale: la fuoriuscita del combustibile dalla tubazione nella banchina E.On risale alla mattina dell’11 gennaio. E alle 10.13 la chiazza di idrocarburi all’esterno del porto di Porto Torres era già ben visibile: lo conferma l’immagine inviata a terra dal satellite Ers 2 dell’Agenzia spaziale europea. Quindi l’allarme è scattato con sei ore di ritardo.
Dalle immagini Sar (ottenute con radar ad apertura sintetica, elaborate dal team Emergency di e.Geos - la società Telespazio/Asi che ha firmato un accordo quadro con l’Unione europea per la fornitura di immagini satellitare ad altissima risoluzione) è possibile notare la presenza della “marea nera” in mare. A quell’ora la chiazza di olio combustibile ha una una estensione di 0,97 chilometri quadrati. Considerato che il responsabile della movimentazione al pontile ha comunicato l’incidente al nostromo di porto alle 16.45 dell’11 gennaio, è facile calcolare che la scoperta dello sversamento è avvenuta con oltre sei ore di ritardo.
Un tempo rilevante, soprattutto perchè - contrariamente alle valutazioni dominanti fino a qual momento - l’olio combustibile non è rimasto confinato nel bacino portuale, ma è uscito direttamente dalla banchina (dalla parte opposta in cui poi vengono posizionate le panne galleggianti) e ha cominciato a vagare in mare aperto fino a raggiungere la costa da Porto Torres a Castelsardo e poi Santa Teresa di Gallura. E successivamente, con il mutare dei venti, verso Fiume Santo e Stintino. Una constatazione che deve portare a ridiscutere il Piano di emergenza e pretendere garanzie certe sulla sicurezza.
Le immagini del satellite, dunque, portano ad anticipare notevolmente l’orario dell’incidente che finora - come ha ricordato anche il ministro Prestigiacomo - «si supponeva avvenuto poco prima». Così, si modifica anche la quantità complessiva di combustibile uscita dalla condotta di Fiume Santo e finita in mare: abbandonato definitivamente il dato più basso (17 metri cubi), ora anche dal ministro dell’Ambiente - sulla base delle ultime verifiche effettuate - si sottolinea che «il materiale sversato è compreso tra i 50 e i 55 metri cubi (50mila litri) e al momento sarebbe quasi del tutto recuperato».
L’invito è quello di non abbassare la guardia, ma anche a ragionare in termini positivi: «Perchè Ispra sta portando a compimento la valutazione per il danno ambientale, sia a terra che in mare, e non risultano più presenti tracce di inquinamento. Le operazioni di bonifica saranno presto completate. La Sardegna non ha bisogno di allarmi ingiustificati, si è trattato di uno sversamento non rilevante, senza danni particolari per il mare e per il paesaggio».
(via elicriso)
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via irs Porto Torres
(fonte)
(Source: elicriso)
“Sappiate che non si tratta di catrame ma di OLIO COMBUSTIBILE, materiale molto più pericoloso sia x l’uomo che x l’ambiente, sostanza cancerogena per contatto cutaneo!! è stato classificato come cancerogeno di categoria 2 con frase di rischio R45, “può provocare il cancro” (D.M. 26 aprile 1997 che recepisce la Direttiva Europea n° 69 del 19/12/1994). inoltre è Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente. Procuratevi gli stivali, poi se volete anche gli occhiali. I guanti che ci hanno consegnato il 19 non andavano bene, erano da piatti. oggi abbiamo ricevuto i guanti giusti… le maschere sono sempre poche, l’olio è tutto in mare aperto e sta arrivando nelle nostre coste, quello che abbiamo visto è solo un decimo di quello che deve arrivare”
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Dalla pagina Facebook contro la marea nera in Sardegna. Qui il manuale tecnico per chi vuole aiutare. (via Petrolio)
Marea nera, il catrame è arrivato anche a Stintino | la Nuova Sardegna
Ormai comanda il vento. Il mare distribuisce palle di catrame da una parte e dall’altra, una sorta di playmaker che manda sulle spiagge del litorale tutto ciò che le onde “centrifugano” per alimentare un triste gioco. Ieri è toccato anche alla costa di Stintino (Sassari) che, finora, era rimasta esclusa dall’inquinamento. Le macchie nere sono comparse sulla sabbia di Ezzi Mannu e di Pazzona, del tutto simili a quelle spiaggiate nei giorni scorsi tra Platamona e Castelsardo dopo la perdita di olio combustibile dalla centrale E.On di Fiumesanto. (leggi l’articolo)
(via akaikoelize)
Spiaggia di Platamona, un disastro senza voce
Giorno 11 gennaio durante le operazioni di scarico alla banchina della società E.On. di Fiume Santo sono stati riversati in mare migliaia di litri di olio combustibile che hanno provocato un gravissimo disastro ambientale ma che i media hanno snobbato.
In questi giorni sono avvenute le operazioni di raccolta del catrame depositatosi nella spiaggia ma incredibilmente i sacchi sono stati lasciati a pochi metri dal mare ed alcuni sono stati riportati in mare e altri forse sotterrati…una cosa da lasciare sbigottiti, bastava avere la prudenza di metterli più lontani di qualche metro…il disastro nel disastro insomma.
Naturalmente il disastro non sta solo nel mare e nella spiaggia sporca ma in tutti gli animali che si trovano a vivere in quell’ambiente inquinato e che moriranno o finiranno nelle nostre tavole, disastri simili sono estremamente gravi e dovrebbero avere un risalto elevatissimo sui giornali…comunque noi naturalmente cerchiamo di fare quel che possiamo ovvero evitare il più possibile di usare derivati del petrolio e consumare poca energia elettrica, ne gioverà la nostra salute e la bellezza dell’ambiente dove viviamo.Se fanno un concorso per cretini arrivano secondi.
Peggio: il catrame è arrivato fino a Stintino. Finora aveva contaminato “solo” la parte orientale del golfo, adesso si spinge anche a occidente.
E a un passo da Stintino c’è il Parco Nazionale dell’Asinara.
(via elicriso)
E’ successo questo: martedì scorso c’è un stato uno sversamento di olio combustibile a Platamona.
Ecco, da martedì non uno solo giornale nazionale ha dato la notizia. Dieci metri cubi di materiale altamente tossico a pochi chilometri di distanza da un’area protetta non è un disastro abbastanza disastroso, pare.
Solo la frazione che galleggia è arrivata a riva. Non oso pensare al fondale.
(via batchiara)
L’ipotesi è che in mare siano finiti almeno 30mila litri di olio pesante, roba che lascia il segno. Il combustibile, guidato dalle correnti, ha vagato in mare aperto e si sta spiaggiando - con il passare delle ore - tra Porto Torres, Platamona e Marina di Sorso, ma potrebbe arrivare fino a Castelsardo. Sono stati avvistati i primi gabbiani morti, «paralizzati» dopo il bagno di olio combustibile.
Sulla sabbia blocchi di catrame grandi come palloni da basket. Non è un bello spettacolo, ed è solo una magra consolazione che l’incidente sia capitato d’inverno e non in piena estate, quando il litorale è invaso da migliaia di bagnanti.
in rosso l’area interessata dal disastro, in verde i parchi e le aree di tutela ambientale.
(Grazie a bak per l’immagine)
(via verita-supposta)
anche noi abbiamo la nostra marea nera, per non farci mancare niente. questi sono i danni causati da E-On alla banchina di Porto Torres, nella notte di martedì. 10 metricubi di petrolio si sono riversati in mare e sono finiti in spiaggia. Da Porto Torres, fino a Platamona, arrivando alla Marina di Sorso.
mi viene da piangere e basta.
fonti: irs sr e La Nuova Sardegna
(via akaikoelize)
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Sardegna al cianuro - L’espresso
Molto interessante il video qui
(via verita-supposta)
eeeeeeeeeeeeennnnon è niente! l’importante è avere dei bellissimi costumi tradizionali per le feste patronali.
Tutto il resto non esiste.
(via el-hereje)
(via emmanuelnegro)
(via dottorcarlo)