February 15, 2012
Paradosso DFW (Repubblica)

archivio-dfw:

Paradosso David Foster Wallace, l’uomo che aveva capito tutto
di Riccardo Staglianò

Nel 1996 David Lipsky di Rolling Stone trascorre cinque giorni, giorno e notte, con David Foster Wallace in giro per l’America a presentare Infinite Jest, il romanzo che gli dà la definitiva notorietà. Da quei nastri è venuto fuori Come diventare se stessi (Minimum Fax), un libro-intervista che ci fa sentire DFW in presa diretta, offrendoci una specie di backstage del suo cervello che risulta tanto avvincente quanto il film ufficiale. Quelli che seguono sono solo alcuni appunti, qualche sottolineatura non sistematica di alcuni passaggi che dimostrano, una volta di più, il paradosso lancinante di un uomo che aveva capito tutto e non è riuscito a sostenere il peso di tanta chiaroveggenza.

RICONOSCERE IL MALE PEGGIORE
È solo che ormai ho trentaquattro anni. E ho scoperto che ci sono atteggiamenti mentali che mi provocano una sofferenza incredibile, e altri che me ne provocano meno.
(Sul motivo per cui preferiva non accettare anticipi sui libri successivi. E in generale impegnarsi a lungo termine)

IL CAPPIO
La famosa frase di David Leavitt sul cappio: i recensori useranno il mio primo libro come un cappio per appenderci il secondo
(la cita l’intervistatore, ma DFW la adotta)

ABBASSARE IL VOLUME AI PENSIERI
Il modo per finire il libro è abbassare il volume di tutti i pensieri che hanno a che fare con le reazioni delle gente. Capisci?

LA VITA STROBOSCOPICA
A me sembra che la vita sia simile a una luce stroboscopica, e che mi bombardi di input.

RICORDARE AL LETTORE QUANTO È INTELLIGENTE
Gli scrittori hanno la licenza e anche la libertà di mettersi seduti da una parte… di mettersi seduti da una parte stringere i pugni e rendersi mostruosamente consapevoli delle cose che in genere noi percepiamo solo fino a un certo punto. E se uno scrittore fa bene il suo lavoro, in pratica non fa altro che ricordare al lettore quanto è intelligente – il lettore, intendo. Cioè, gli apre gli occhi su qualcosa che il lettore sapeva già da prima. E la questione non è che lo scrittore ha maggiori capacità rispetto a una persona qualunque. È che lo scrittore è pronto, secondo me, a tagliarsi fuori, a isolarsi da certe cose e sviluppare…. e pensare, tutto qui, pensare molto intensamente. Cosa che non tutti possono permettersi il lusso di fare.

LA FORTUNA DI NON CREDERE AL SUCCESSO
E penso che le persone come me e te siano fortunate sul serio se nella vita ottengono un po’ di successo quasi subito, e riescono a capire quasi subito che quel successo non ha nessun valore. Il che equivale a dire che riescono a mettersi quasi subito a riflettere su cosa invece abbia valore.

I MUSCOLI INTERIORI
Quello che mi ricordo meglio sono le volte in cui lavorare al libro diventava veramente faticoso. Ma ho tenuto duro e ce l’ho fatta, no? Ho concluso qualcosa. E mi sembra di essermi costruito dei muscoli interiori che da adesso in poi potrò usare per il resto della mia vita.

EREZIONE DEL CUORE
C’è una frase di Lester Bangs, in Guida ragionevole al frastuono più feroce, dove dice che non so quale musica riesce a provocare un’erezione del cuore. È un’espressione in cui mi riconosco molto.

PERCHE’ LA TV E’ COSI’ SCARSA
Al momento ci troviamo di fronte al meno interessante dei paradossi: i programmi diventano meno interessanti in modo tale che, al confronto, le pubblicità sembrino più interessanti

IL WEB SELEZIONATO
Perciò mi sembra evidente che molto presto si aprirà una bella nicchia economica per i regolatori del traffico. Mi spiego? Chiamali come ti pare, pozzi, nodi o quello che sia. Che selezionino non soltanto in base al tema, ma alla qualità. A quel punto la faccenda diventa davvero interessante. E noi pregheremo perché quelle cose ci siano. Perché altrimenti passeremo il 95% del tempo a farci largo tra la merda creata da qualunque buffone nella sua stanzetta nel seminterrato… un perfetto dilettane. Te lo dico, non c’è momento più interessante dei prossimi vent’anni per essere vivi sul pianeta terra.

DELEGARE È INDISPENSABILE
Se torni a Hobbes, e pensi al motivo per cui siamo arrivati a implorare… perché nello stato di natura la gente arriva a implorare l’avvento di un leader che abbia potere di vita o di morte sulle persone? Abbiamo l’assoluta necessità di delegare il nostro potere. Con internet succederà esattamene la stessa cosa.

IL GIUSTO MEZZO?
Ma vedi, sai una cosa? È impossibile trovare il giusto mezzo finché non si è andati a sbattere contro una parete e contro quella opposta.

(Source: stagliano.blogautore.repubblica.it, via iceageiscoming)

January 14, 2012
iceageiscoming:

Una cosa divertente che non farò mai più
(foto via Il Post)

iceageiscoming:

Una cosa divertente che non farò mai più

(foto via Il Post)

January 2, 2012
"

“Imparare a pensare” di fatto significa imparare a esercitare un certo controllo su “come” e su “cosa” pensare. Significa avere quel minimo di consapevolezza che permette di “scegliere” a cosa prestare attenzione e di scegliere come attribuire un significato all’esperienza.

Perché se non sapete o non volete esercitare questo tipo di scelta nella vita, siete fregati.

"

— – [David Foster Wallace] (via myborderland)

December 9, 2011
"A Quentin Tarantino interessa guardare uno a cui stanno tagliando un orecchio; a David Lynch interessa l’orecchio."

(David Foster Wallace)

(Source: eclipsed, via sisifo)

November 24, 2011
"Good fiction’s job is to comfort the disturbed and disturb the comfortable."

— David Foster Wallace (via leaair)

(via vivianedanglars)

November 21, 2011
come wallace capì di avere la stoffa dello scrittore.

11ruesimoncrubellier:

È facile immaginare che un esordiente scopra il proprio talento per la scrittura grazie a un racconto (probabilmente autobiografico) lodato dagli amici, dagli insegnanti, da un altro scrittore; così come è facile immaginare che la scrittura sia questione di ispirazione, fantasia, creatività. E lo è, in effetti; ma è almeno altrettanto questione di orecchio, attenzione al dettaglio, tecnica e disciplina. David Foster Wallace, ad esempio, ha le prime avvisaglie di una delle sue più grandi doti di scrittore quando capisce di essere bravo a falsificare tesine universitarie:


Be’, avevo scritto della roba… all’università avevo scritto un paio di tesine per altra gente. Perché c’erano un sacco di ragazzi che… non era male, in effetti.

Ti pagavano per scrivergli le tesine?

Be’, non la metterei in maniera così brutale. Diciamo che c’erano sistemi di remunerazione piuttosto sofisticati. Ma… mi ricordo che una delle cose interessanti era leggere due o tre delle tesine scritte in precedenza da una certa persona per imparare, sai, che suono aveva la sua scrittura. E mi ricordo che all’epoca lo capii: «Cavolo, sono proprio bravo a fare questa cosa. Sono uno strano tipo di falsario. Cioè, posso imitare lo stile di chiunque».

(Source: minimumfax.com, via prezzemolo)

October 8, 2011
"Per me buona parte dell’esperienza estetica è erotica. In una certa misura questo dipende dallo strano tipo di intimità che si crea fra fruitore e autore."

David Foster Wallace (via menodizero)

(via whataboutkarma)

August 5, 2011
David Foster Wallace dixit:

iceageiscoming:

Che ci sono persone alle quali semplicemente non piacete, qualsiasi cosa facciate. Che nonostante pensiate di essere furbi, non lo siete molto. Che oltre il cinquanta per cento delle persone con una dipendenza da Sostanza è contemporaneamente affetto da qualche altra forma di disturbo psichico. Che il sonno può essere una forma di fuga emozionale e che, seppure con un certo sforzo, si può abusarne. Che la privazione intenzionale del sonno può essere anch’essa una fuga dalla realtà di cui si può abusare.Che non occorre amare qualcuno per imparare da lui/lei/esso. Che la solitudine non è una funzione di isolamento. Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida. Che è statisticamente più facile liberarsi di una dipendenza per le persone con un Qi basso che per quelle con un Qi più alto. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. Che se il numero sufficiente di persone beve caffè in una stanza silenziosa, è possibile sentire il rumore del vapore che si leva dalle tazze. Che a volte agli essere umani basta restare seduti in un posto per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d’ansia. Che concentrarsi intensamente su qualcosa è un lavoro duro. Che la dipendenza è un disagio o una malattia mentale o una condizione spirituale (quando si dice « poveri di spirito » ) o una forma di Disturbo Ossessivo-Compulsivo o un disturbo affettivo e del carattere. Che la maggior parte delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. Che è semplicemente più piacevole essere felici che incazzati. Che le persone di cui avere più paura sono quelle che hanno più paura. Che ci vuole grande coraggio per mostrarsi deboli. Che gli effetti di troppe tazze di caffè non sono per niente piacevoli nè intossicanti. Che praticamente tutti si masturbano. E tanto, a quanto pare. Che il cliché «Non so chi sono» sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che gli altri, anche se sono stupidi, riescono spesso a vedere cose di voi che voi non riuscite a vedere. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri. Che questo non è necessariamente perverso.

(via hollywoodparty:efcassiuslullaby:apezziperaverabbracciatolenuvole)

Infinite Jest, se ben ricordo quando Hal elenca le cose a cui si pensa quando ci si fa di cannabis.

Porcatroia che genio. Quel libro lo devo rileggere.

August 4, 2011
bbook:

 
AN ACADEMIC DEFINITION of Lynchian might be that the term “refers to a particular kind of irony where the very macabre and the very mundane combine in such a way as to reveal the former’s perpetual containment within the latter.” But like postmodern or pornographic, Lynchian is one of those Porter Stewart-type words that’s ultimately definable only ostensively-i.e., we know it when we see it. Ted Bundy wasn’t particularly Lynchian, but good old Jeffrey Dahmer, with his victims’ various anatomies neatly separated and stored in his fridge alongside his chocolate milk and Shedd Spread, was thoroughgoingly Lynchian. A recent homicide in Boston, in which the deacon of a South Shore church reportedly gave chase to a vehicle that bad cut him off, forced the car off the road, and shot the driver with a highpowered crossbow, was borderline Lynchian. A Rotary luncheon where everybody’s got a comb-over and a polyester sport coat and is eating bland Rotarian chicken and exchanging Republican platitudes with heartfelt sincerity and yet all are either amputees or neurologically damaged or both would be more Lynchian than not. A hideously bloody street fight over an insult would be a Lynchian street fight if and only if the insultee punctuates every kick and blow with an injunction not to say fucking anything if you can’t say something fucking nice.
—David Foster Wallace

bbook:

AN ACADEMIC DEFINITION of Lynchian might be that the term “refers to a particular kind of irony where the very macabre and the very mundane combine in such a way as to reveal the former’s perpetual containment within the latter.” But like postmodern or pornographic, Lynchian is one of those Porter Stewart-type words that’s ultimately definable only ostensively-i.e., we know it when we see it. Ted Bundy wasn’t particularly Lynchian, but good old Jeffrey Dahmer, with his victims’ various anatomies neatly separated and stored in his fridge alongside his chocolate milk and Shedd Spread, was thoroughgoingly Lynchian. A recent homicide in Boston, in which the deacon of a South Shore church reportedly gave chase to a vehicle that bad cut him off, forced the car off the road, and shot the driver with a highpowered crossbow, was borderline Lynchian. A Rotary luncheon where everybody’s got a comb-over and a polyester sport coat and is eating bland Rotarian chicken and exchanging Republican platitudes with heartfelt sincerity and yet all are either amputees or neurologically damaged or both would be more Lynchian than not. A hideously bloody street fight over an insult would be a Lynchian street fight if and only if the insultee punctuates every kick and blow with an injunction not to say fucking anything if you can’t say something fucking nice.

—David Foster Wallace

(via racacaca)

May 3, 2011
"Sia i baci del destino sia i suoi manrovesci illustrano la fondamentale impotenza personale di ogni individuo sugli eventi veramente significativi della sua vita: cioè, quasi nessuna delle cose importanti ti accade perché l’hai progettata così. Il destino non ti avverte; il destino sbuca sempre da un vicolo e, avvolto nell’impermeabile, ti chiama con un Pss che di solito non riesci neppure a sentire perché stai correndo da o verso qualcosa di importante che hai cercato di pianificare."

— David Foster Wallace - Infinite Jest (via miemoltopiaciuto)

(via sisifo)

April 6, 2011
"True heroism is minutes, hours, weeks, year upon year of the quiet, precise, judicious exercise of probity and care — with no one there to see or cheer. This is the world."

— [David Foster Wallace, The Pale King] (via solidair)

(via cinemanu)

March 17, 2011
"(…) Ma naturalmente dovremmo tenere a mente che volgare ha molte definizioni nel dizionario, e che solo un paio di esse hanno a che fare con l’oscenità e il cattivo gusto. Dal punto di vista etimologico, volgare significa solo popolare su scala di massa. E’ il contrario semantico di pretenzioso o snob. E’ l’umiltà col riporto. Significa indici d’ascolto e assioma di Barnum e il vero nocciolo della questione. Significa affari, affari d’oro."

Considera l’aragosta - David Foster Wallace (via scopaelettrica)

(via scopaelettrica-deactivated20110)

February 7, 2011
Il Sorriso Professionale

mirribilandia:

«Lo conoscete questo sorriso – la strenua contrazione dei muscoli peribuccali con il parziale coinvolgimento degli zigomi – un sorriso che non ce la fa ad arrivare agli occhi e che non è altro che un tentativo calcolato di favorire gli interessi personali di chi sorride facendo finta di risultare simpatico a colui che riceve il sorriso. Perché i datori di lavoro e i superiori costringono i loro inferiori ad allenarsi nel Sorriso Professionale? Sono forse l’unico cliente per cui grandi dosi di sorrisi del genere producono disperazione? […] Chi credono di prendere in giro con il Sorriso Professionale? E tuttavia siamo al punto che anche l’assenza di Sorriso Professionale è fonte di disperazione. Tutti conoscono bene l’effetto di abbattimento morale di uno sguardo corrucciato dell’addetto al servizio, e cioè l’umiliazione e il risentimento che si provano per un Sorriso Professionale negato. E oramai il Sorriso Professionale ha perfino invertito il mio risentimento verso l’orribile Atteggiamento Professionale: provo risentimento non più per il carattere del negoziante o per l’assenza di buona volontà, ma per la mancanza di professionalità nell’avermi voluto negare il Sorriso Professionale.»

(David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, minimum fax, Roma, 1998.)

 Da questo blog

January 12, 2011
"We’re all lonely for something we don’t know we’re lonely for. How else to explain the curious feeling that goes around feeling like missing somebody you’ve never even met?"

— David Foster Wallace (via quote-book)

(via dasheimweh)

December 20, 2010

uds:

“La figura della Morte presidia l’entrata principale di un’attrazione da luna park i cui spettatori guardano attori piegarsi a indicibili degradazioni così grottescamente interessanti che gli occhi degli spettatori si dilatano sempre più fino a che gli spettatori stessi si  trasformano in giganteschi bulbi oculari, mentre sull’altro lato del tendone la figura della vita usa un megafono per invitare il pubblico a vedere un’esibizione nella quale, se il pubblico acconsentirà a piegarsi a indicibili degradazioni, potrà vedere  persone normali trasformarsi in giganteschi bulbi oculari.”

Trama di Cage III – Free Show, dalla filmografia di James O. Incandenza

(Infinite Jest – David Foster Wallace)

La filmografia di Incandescenza è meravigliosa. Molti di quei film vorrei vederli davvero.

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