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Vengono impiegate fior e fior di risorse economiche del nostro paese per proibire, restringere, fare giri di vite; intanto i bambini vanno a scuola e non hanno un professore che è in grado di spiegargli che la comunicazione sta cambiando, che non c’è più un custode del sapere, le notizie sono di tutti, tutte giuste e tutte sbagliate, sta all’individuo cercarne il più possibile, metterle in relazione e farsi una propria idea.
I bambini vanno a scuola, imparano la lezioncina, arrivano a casa e si siedono a tavola, insieme ai propri genitori che sintonizzano l’elettrodomestico su un canale che trasmette notizie. Univoche. Indiscutibili. Giuste. Raccapriccianti. Inutili. Poi ti dicono quello che devi comperare. Poi un po’ di pubblicità al criminale di turno. Un po’ di gente quasi-famosa che potresti essere quasi tu. Ancora obblighi per gli acquisti. Una partita di calcio. E ancora, da capo. I genitori cosa dicono al bambino? Che sta mangiando merda? No. Finiti i compiti, di nuovo davanti alla scatola magica.
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— Telecomando, leggetevelo. (via curiositasmundi) (via blondeinside)
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