February 10, 2010
"-Il filo sottile che tiene insieme due persone.
-Quale filo?
-Il filo di tutto quello che le tiene legate, anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono e non si parlano.
-Perchè dici il filo?
-Perchè è una cosa molto sottile e molto resistente, no?Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.
-Però non è affatto scontato che ci sia, il filo.
-No?
-No. Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi scoprono che che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.
-E allora perchè pensavano di essere legati?
-Perchè erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti e luoghi condivisi e gesti stratificati. E’ una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segua.
-Che triste.
-Sì. La maggior parte dei legami sono di questo genere, credo.
-Come fai a sapere che invece il filo c’è?
-Quando provi a romperlo, e ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.
-E di cosa è fatto, questo filo?
-Di uno scambio continuo di domande e risposte. Sguardi, anche solo immaginati. Assonanze e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. E similitudini, no? E differenze."

— Andrea De Carlo - Pura Vita (via nonhotempo)

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